Contributi a fondo perduto per le imprese agricole, domande dal 23 maggio

Dal 23 maggio al via le domande per 5 milioni di euro per gli investimenti innovativi delle imprese agricole

Secondo quanto stabilito dal decreto direttoriale del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), dal 23 maggio al 23 giugno 2022, per le imprese agricole sarà possibile presentare domanda per la concessione di agevolazioni per gli investimenti innovativi. Il MISE infatti, ha messo a disposizione 5 milioni di euro tramite il Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole.

Destinatari :Le micro, piccole e medie imprese agricole potranno richiedere le agevolazioni per investimenti finalizzati alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli. Rimangono dunque esclusi dai contributi gli investimenti inerenti alla produzione agricola primaria.

Agevolazioni: I contributi concedibili saranno concessi nella misura del 30%, che potrà arrivare fino al 40%, e sono relativi all’ l’acquisto e l’installazione di nuovi beni strumentali, materiali e immateriali che dovranno essere utilizzati esclusivamente nelle sedi o negli stabilimenti delle imprese situate sul territorio nazionale.

Le spese ammissibili per le quali viene richiesto il contributo non possono essere di importo inferiore a 5mila euro, mentre il tetto massimo per le agevolazioni è di 20mila euro per soggetto beneficiario.

Per quanto riguarda le imprese agricole che non sono ancora attive nei settori della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, ma che comunque intendono realizzare gli investimenti, dovranno attivare il codice ATECO corrispondente all’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli entro la data di presentazione della richiesta di erogazione.

Ciascuna impresa può presentare una sola domanda di concessione del contributo, mentre la valutazione delle domande pervenute sarà fatto secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Successivamente alla domanda di concessione, le richieste di erogazione dovranno essere presentate a partire dal 30 settembre 2022 ed entro il 30 settembre 2023 e anche queste, come le domande di concessione, saranno valutato secondo l’ordine cronologico di presentazione. Sarà inoltre possibile richiedere l’erogazione a titolo di anticipazione del contributo di una quota pari al 50% del contributo concesso.

Per maggiori dettagli ed informazioni via e mail bandi@confesercenticb.it o telefonando il numero 0874412209

 

Condividi
Leggi tutto

Imprenditoria femminile 2022: fondo perduto e finanziamenti agevolati

Intervento del Ministero dello sviluppo economico che mira a incentivare le donne ad entrare nel mondo delle imprese, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.

A partire da maggio potranno essere presentate le domande per richiedere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati, secondo il calendario delle date di apertura degli sportelli:

  • per l’avvio di nuove imprese femminili o costituite da meno di 12 mesi la compilazione delle domande è possibile dalle ore 10 del 5 maggio 2022 mentre la presentazione a partire dalle ore 10 del 19 maggio 2022;
  • per lo sviluppo di imprese femminili costituite oltre 12 mesi la compilazione delle domande è possibile dalle ore 10 del 24 maggio 2022 mentre la presentazione a partire dalle ore 10 del 7 giugno 2022

Come funziona il Fondo Impresa Femminile

Il Fondo Impresa femminile finanzia programmi d’investimento da realizzare entro due anni e con un tetto di spese ammissibili fissato a 250.000 euro per nuove imprese e fino a 400.000 euro quelle già esistenti.

Le agevolazioni del Fondo Impresa femminile si dividono in due ambiti, ovvero:

Contributo a fondo perduto per nuove imprese

Per le nuove imprese si tratta di contributi a fondo perduto che:

  • entro spese ammissibili di 100.000 euro, coprono l’80% fino a un massimo di 50.000 euro. Per le donne disoccupate la percentuale massima di copertura sale al 90%
  • entro spese ammissibili superiori a 100.000 euro e fino a 250.000 euro, la copertura scende al 50%

Incentivi per supportare le imprese già esistenti

Va fatta una distinzione a seconda degli anni di anzianità della ditta e tipi di spese.

  • per le imprese costituite da almeno un anno e massimo 3 anni, le agevolazioni possono essere per il 50% come “contributo a fondo perduto” e per un altro 50% come “finanziamento agevolato” di 8 anni a tasso zero, per coprire fino all’80% delle spese ammissibili. Il tetto massimo è di 400.000 euro;
  • per le aziende che hanno più di 3 anni le spese di capitale circolante sono agevolate solo con il “contributo a fondo perduto”, mentre quelle di investimento anche con il “finanziamento agevolato”. Il tetto massimo è sempre pari a 400.000 euro.

Il finanziamento, della durata massima di 8 anni, è a tasso zero e non è assistito da forme di garanzia.

Cosa finanzia il Fondo Impresa Femminile 2022

Sono ammissibili le spese per:

  • immobilizzazioni materiali e immateriali
  • servizi cloud funzionali ai processi portanti della gestione aziendale
  • personale dipendente ed esigenze di capitale circolante

In aggiunta a tali agevolazioni, per le imprese beneficiarie sono previsti servizi di assistenza tecnico-gestionale, fino all’importo massimo di 5.000,00 per l’acquisto di servizi specialistici.

Le agevolazioni sono concesse a fronte di programmi di investimento per la costituzione e l’avvio di una nuova impresa femminile ovvero per lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, nei seguenti settori:

  • produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli;
  • fornitura di servizi, in qualsiasi settore;
  • commercio e turismo.

Le iniziative devono, inoltre devono essere realizzate entro ventiquattro mesi dalla data di trasmissione del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

 

Condividi
Leggi tutto

QUESTIONARIO IMPRESA DONNA

 

Al fine di poter offrire un  servizio di consulenza  il più possibile disegnato e rispondente alle specifiche esigenze, si richiede di compilare il seguente questionario, attraverso il quale sarà possibile raccogliere alcune informazioni di sintesi che permetteranno di personalizzare l’attività di assistenza.  Si prega di inviarlo alla email impresadonna@confesercenticb.it oppure assoturismo@confesercenticb.it

QUESTIONARIO_IMPRESA DONNA CONFESERCENTI 

Condividi
Leggi tutto

circolare LEGI n. 4860, del 21.2.2022 – Proroghe pagamenti SIAE e Canone speciale RAI

Proroghe pagamenti SIAE e Canone speciale RAI

 SIAE – PROROGA PAGAMENTI RINNOVO ABBONAMENTI MUSICA D’AMBIENTE

La Direzione SIAE ci ha informati oggi che, per agevolare la piena ripresa delle attività economiche, il termine per il rinnovo degli abbonamenti annuali per musica d’ambiente per l’anno 2022 è stato eccezionalmente posticipato al 22 aprile p.v.

La nuova scadenza dei pagamenti annuali riguarda tutte le modalità di rinnovo ed è valida per tutte le tipologie di utilizzazioni di musica d’ambiente (pubblici esercizi, alberghi, negozi).

Non è stata invece purtroppo accolta la richiesta di riduzione dei compensi annuali, pur ricordando la SIAE che il Consiglio di Gestione ha sospeso per l’anno 2022 l’adeguamento delle tariffe sulla base dell’indice ISTAT del mese di settembre 2021 (2,6%).

Viene confermata per il 2022, per le strutture alberghiere ed extralberghiere che hanno sospeso la propria attività, la possibilità di corrispondere i compensi per i soli mesi dalla riapertura dell’attività fino alla fine dell’anno solare, secondo le stesse modalità previste lo scorso anno (autocertificazione con gli estremi della comunicazione al Comune della sospensione totale dell’attività).

PROROGA PAGAMENTO CANONE SPECIALE RAI

 Il Consiglio di Amministrazione della RAI, nella seduta del 9 febbraio 2022, ha approvato il differimento, senza oneri aggiuntivi, del termine per il rinnovo del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale dal 31 gennaio al 31 marzo 2022, “in considerazione del fatto che molti abbonati speciali sono tra i soggetti che hanno subito e stanno ancora subendo le maggiori ripercussioni economiche causate dal protrarsi della pandemia”.

Condividi
Leggi tutto

Green pass per accedere alle attività commerciali, nuovi chiarimenti dal governo

Non deve essere richiesto ad esempio nelle agenzie di viaggio, agenzie immobili, autolavaggi e autofficine. Nemmeno per chi compra per asporto nei pubblici esercizi.

Nuovi chiarimenti, su nostra sollecitazione, sull’utilizzo o meno del green pass in alcune tipologie di esercizi diversi da quelli ove si offrono servizi alla persona o si esercitano attività commerciali “non essenziali” e su accesso ai pubblici esercizi per il mero asporto. Ecco i quesiti e le relative risposte del governo.

È obbligatorio avere il Green Pass per accedere agli esercizi degli artigiani o ad altre attività, diverse da quelle commerciali e da quelle che offrono servizi alla persona (per esempio: autofficine, autolavaggi, agenzie immobiliari, agenzie di viaggio etc.)? NO, se in tali esercizi si svolgono solo ed esclusivamente le attività per le quali non c’è obbligo di Green Pass. Nel caso in cui, invece, nello stesso esercizio si effettuino anche attività commerciali o si offrano servizi alla persona, il possesso del Green Pass è richiesto solo ai soggetti che accedono a tali attività e servizi.

Con la predetta risposta, si chiarisce, come d’altronde avevamo già sostenuto, che il possesso del green pass base non è richiesto per l’accesso da parte dei clienti ad agenzie immobiliari, agenzie di viaggi, autolavaggi, esercizi artigiani, non trattandosi di servizi alla persona né di attività commerciali.

Gli artigiani e le altre attività, diverse dai servizi alla persona, che svolgono in via secondaria anche un’attività di tipo commerciale, devono controllare il Green Pass all’ingresso a tutti i clienti? NO. I titolari di questi esercizi non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del Green Pass all’ingresso, ma possono svolgerli a campione e limitatamente alla clientela che usufruisce dei servizi commerciali.

L’obbligo di possedere il Green Pass rafforzato sussiste anche per i clienti che acquistano cibi e bevande per asporto in bar, ristoranti e locali assimilati? NO, i clienti che acquistano cibi e bevande, esclusivamente per asporto, in bar, ristoranti e locali assimilati non sono obbligati al possesso del Green Pass rafforzato. In ogni caso, tali clienti devono trattenersi nei locali per il tempo strettamente necessario all’acquisto dei prodotti e non possono consumarli all’interno dei locali stessi o negli spazi esterni appositamente attrezzati.

I soggetti esenti dalla campagna vaccinale possono accedere alle attività e ai servizi per i quali è richiesto il green pass, “base” o “rafforzato”? SI, i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica possono accedere liberamente a tutte le attività e a tutti i servizi che richiedono il green pass, sia esso “base” o “rafforzato”, presentando la certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti-COVID-19 anche in formato cartaceo. Con la prossima adozione di un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sarà consentito il rilascio in formato digitale di tale certificazione, che potrà essere verificata nel rispetto della disciplina in materia di privacy anche per mezzo dell’app Verifica C-19.

 

Condividi
Leggi tutto

Nuove FAQ del Governo sui controlli in attività commerciali.

DPCM sulle attività che soddisfano esigenze essenziali e primarie della persona.

Nuove FAQ del Governo sui controlli in attività commerciali. Modalità dei controlli a campione. Attività promiscue, che soddisfino esigenze essenziali e non.

 

Anche a seguito dell’ultima nota inviata dall’Ufficio Legislativo, con la quale si è comunicato il contenuto delle recentissime FAQ pubblicate dal Governo sul controllo del green pass base da parte dei titolari degli esercizi commerciali, secondo le quali:

  • i titolari degli esercizi commerciali di vendita di prodotti alimentari e bevande non devono effettuare alcun controllo relativo al possesso del green pass da parte dei clienti, tranne quello relativo all’eventuale consumo di alimenti e bevande sul posto (che implicherebbe il possesso del “green pass rafforzato”);

–         i titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base (ad esempio negozi di abbigliamento, tabaccherie, librerie) non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass base all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’accesso della clientela nei locali,

 

teniamo a chiarire che, a nostro avviso, qualora Organi di vigilanza pubblici dovessero effettuare ispezioni negli esercizi per verificare che i controlli siano effettivi, sarà sufficiente, per evitare l’applicazione di sanzioni, l’esposizione di un cartello (modello allegato) che avvisi il pubblico dell’effettuazione, dal 1° febbraio p.v., dei controlli a campione, eventualmente accompagnato da un documento, che in via di opportunità consigliamo comunque di predisporre e conservare in azienda, in cui il titolare organizzi – in mancanza di indicazioni cogenti – una “modalità operativa dei controlli(come d’altronde stabilito nell’analoga situazione descritta dall’art. 9-septies, comma 5, del DL n. 2/2022, laddove si prevede che i datori di lavoro privati definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, inerenti il possesso del green pass da parte dei lavoratori ai fini dell’accesso ai luoghi di lavoro).

Ad esempio, tale modalità potrà  prevedere una percentuale di soggetti controllati in modo casuale sul numero giornaliero degli accessi, oppure un controllo temporizzato, a cadenza varia.

Ovviamente raccomandiamo che i controlli a campione avvengano poi effettivamente in linea con quanto stabilito nelle prescelte modalità operative.

In ogni caso, dovendo i controlli essere organizzati, come previsto dal comma 4 dell’art. 9-bis, secondo quanto stabilito dal DPCM del 17.6.2021, e successive modificazioni, va evidenziato che l’attività di verifica delle certificazioni non può comportare, in alcun caso, la raccolta dei dati dell’intestatario in qualunque forma (art. 13, comma 5, del DPCM menzionato).

Aggiungiamo che, qualora il titolare deleghi terzi al controllo, tali soggetti sono incaricati con atto formale recante le necessarie istruzioni sull’esercizio dell’attività di verifica (art. 13, comma 3 DPCM).

La verifica delle certificazioni verdi COVID-19 è effettuata mediante la lettura del codice a barre bidimensionale, utilizzando esclusivamente l’applicazione mobile “Verifica C 19”. Nelle more del rilascio e dell’eventuale aggiornamento delle certificazioni verdi COVID-19 da parte della piattaforma nazionale DGC, i soggetti interessati possono comunque avvalersi dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, dalle strutture sanitarie pubbliche e private, dalle farmacie, dai laboratori di analisi, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che attestano o refertano una delle condizioni di cui al comma 2, lettere a), b) e c)1, dell’art. 9 del decreto-legge n. 52 del 2021, in coerenza con il disposto dell’ultimo periodo del comma 10 del medesimo articolo (art. 13, comma 14).

L’intestatario della certificazione verde, all’atto della verifica, dimostra, a richiesta dei verificatori, la propria identità personale mediante l’esibizione di un documento di identità, (solo) quando se ne renda necessaria l’esigenza allo scopo “di contrastare casi di abuso o di elusione delle disposizioni” (circ. Min. Interno del 10.8.2021).

La violazione del comma 4 dell’art. 9-bis (mancata verifica da parte del titolare), come previsto dall’art. 13, comma 1, del DL n. 52/2021 è sanzionata ai sensi dell’articolo 4 del DL n. 19/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, quindi con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000. Dopo due violazioni commesse in giornate diverse si applica, a partire dalla terza violazione, la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da uno a dieci giorni.

Ovviamente, anche il cliente che acceda agli esercizi senza dimostrare il possesso del green pass base è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 1.000.

 

 

Condividi
Leggi tutto

Decreto Sostegni ter, nel 2022 nuovi contributi a fondo perduto

In attesa dell’approvazione in Parlamento, la condizione è una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019.

 

Il Consiglio dei Ministri di venerdì 21 gennaio ha approvato ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico.

In attesa della versione definitiva e del testo ufficiale che verrà approvato dal Parlamento; di seguito un riepilogo delle misure previste a favore delle imprese.

In particolare, sono stati stanziati circa 390 milioni per le misure di sostegno ad attività del commercio al dettaglio, del settore dell’intrattenimento e del tessile:

◆ Istituito al Mise un “Fondo per il rilancio delle attività economiche di commercio al dettaglio” con una dotazione di 200 milioni per l’anno 2022; finalizzato alla concessione di aiuti in forma di contributo a fondo perduto a favore delle imprese che svolgono in via prevalente attività di commercio al dettaglio, identificate da specifici codici ATECO.

Per poter beneficiare dei contributi a fondo perduto le imprese devono presentare:

un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni; e aver subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019.

Stando al testo in bozza, si tratterebbero dei seguenti codici ATECO:

47.19 (Commercio al dettaglio in altri esercizi non specializzati);

47.30 (Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione);

47.43 (commercio al dettaglio di apparecchi audio e video in esercizi specializzati);

47.5 (commercio al dettaglio di altri prodotti per uso domestico in esercizi specializzati);

47.6 (commercio al dettaglio di articoli culturali e ricreativi in esercizi specializzati),

47.71 (commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati);

47.72 (commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati);

47.75 (commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale);

47.76 (Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi, fertilizzanti, animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati),

47.77 (commercio al dettaglio di orologi, articoli di gioielleria e argenteria);

47.78 (commercio al dettaglio di altri prodotti (esclusi quelli di seconda mano) in esercizi specializzati);

47.79 (commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato);

47.82 (Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento, calzature e pelletterie);

47.89 (Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria);

47.99 (Altro commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi o mercati).

Per ottenere tale contributo le imprese interessate dovranno presentare, esclusivamente in via telematica, un’istanza al Ministero dello Sviluppo Economico, secondo modalità e termini che saranno definiti con successivo provvedimento dello stesso Ministero, anche ai fini del rispetto delle risorse disponibili.

Il Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite (intrattenimenti, discoteche, gestione di piscine a titolo di esempio) dall’emergenza epidemiologica, istituito con il decreto Sostegni del 22 marzo 2021, è esteso al 2022 con uno stanziamento di 20 milioni da destinare ad interventi in favore dei parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici. Per i settori del wedding, intrattenimento e affini sono stanziati 40 milioni, mentre è stato aumentato di 30 milioni il fondo dedicato alle discoteche e sale da ballo.

◆ Tra le disposizioni del DL “Sostegni-ter”, vi è anche una modifica riguardante il bonus investimenti in beni strumentali. All’art. 1 comma 44 lett. b) della L. 30 dicembre 2021 n. 234, che ha introdotto il nuovo comma 1057-bis relativo all’agevolazione per i beni materiali “4.0” dal 2023 al 2025, stando alla bozza del DL sarebbe inserito, infine, il seguente periodo: “Per la quota superiore a 10 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della transizione ecologica e con il Ministro dell’economia e delle finanze, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 5 per cento del costo fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro. Per le finalità di cui al presente comma, è autorizzata la spesa di euro 30 milioni di euro annui”.

◆ Di seguito una sintesi dei crediti d’imposta previsti nella bozza di Decreto Sostegni–ter, in base al testo approvato dal CdM del 21.1.2022:

Il Credito d’imposta del 30% sul valore delle rimanenze finali di magazzino delle attività manifatturiere e del commercio del settore tessile, della moda e degli accessori è esteso anche alle imprese che svolgono attività di commercio al dettaglio in esercizi specializzati di prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria. Per la misura sono stanziati circa 100 milioni. L’estensione si applica limitatamente al periodo d’imposta in corso al 31.12.2021.

Proroga del credito d’imposta locazioni di cui all’art. 28 DL 34/2020 per i canoni corrisposti in relazione ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2022, limitatamente alle seguenti imprese: appartenenti al settore turistico (strutture turistico-ricettive, agenzie di viaggio, tour operator, terme, porti turistici, etc..); o che abbiano registrato un calo del fatturato o dei corrispettivi del mese di riferimento (gennaio-febbraio-marzo 2022) rispetto al medesimo mese del 2019 di almeno il 50%. L’agevolazione è subordinata alla presentazione di apposita autodichiarazione all’AdE attestante il possesso dei requisiti e il rispetto delle condizioni e dei limiti previsti dalle Sezioni 3.1 «Aiuti di importo limitato» e 3.12 «Aiuti sotto forma di sostegno a costi fissi non coperti» della predetta Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final.

Credito d’imposta per imprese energivore. La norma è volta a garantire alle imprese energivore una parziale compensazione degli extra costi per l’eccezionale innalzamento dei costi dell’energia. A quelle che hanno subito un incremento del costo per KWh superiore al 30 per cento al medesimo periodo dell’anno 2019, derivante dalla particolare contingenza dovuta dall’innalzamento dei costi dell’energia in questione, è riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti. Il beneficio è quantificato in misura pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2022.

◆ Contro il caro energia è stato, inoltre, approvato un pacchetto di misure calibrato verso le filiere produttive che rischiano maggiormente l’interruzione delle attività:

1,2 miliardi per annullare a tutte le imprese gli oneri di sistema nel primo trimestre del 2022. Riguarderà le attività che nei contratti impegnano potenza anche sopra i 16,5kW;

540 milioni per contributi sotto forma di credito d’imposta pari al 20% delle spese elettriche (tutta la bolletta) per le imprese energivore, circa 3.800, che hanno subito incremento dei costi +30% rispetto al 2019. Prevista, dal 1 febbraio al 31 dicembre 2022, anche una misura per i fotovoltaici incentivati con vecchi sistemi che se hanno extra profitto devono riversarne una parte al GSE tramite compensazione.

 

Condividi
Leggi tutto

Dal 20 gennaio green pass base per i clienti di estetiste, parrucchieri e barbieri

Serve il certificato rilasciato in seguito a vaccino, guarigione o tampone anche per tatuatori, manicure, tintorie e onoranze funebri.

Nuove restrizioni anti-Covid da giovedì 20 gennaio: non si può più andare dal parrucchiere, dall’estetista o in tintoria senza Green Pass.

La lista delle limitazioni è ben più lunga ed il riferimento normativo è l’articolo 3 del decreto 1/2022 che estende l’obbligo di Certificazione Verde a nuovi ambiti e contesti.

Nel dettaglio, le norme che devono essere applicate dal 20 gennaio riguardano un nuovo obbligo di green pass per l’accesso ai seguenti servizi e attività:

servizi alla persona: significa parrucchieri, barbieri, estetisti, tatuatori, manicure, tintorie, onoranze funebri;

colloqui con detenuti e internati, presso istituti penitenziari per adulti e minori.

In questi contesti serve il Green Pass di base 3G (rilasciato in seguito a vaccino, guarigione o tampone), mentre non è necessario il Super Green Pass, che invece richiede obbligatoriamente il vaccino o la guarigione dal Covid.

Condividi
Leggi tutto

Dal 1° febbraio obbligo di green pass base per accedere alle attività commerciali

Ecco l’elenco di quelle essenziali per le quali non è richiesta nessuna certificazione.

Dal 1° febbraio scatta l’obbligo del green pass base (vaccinazione, guarigione o tampone negativo) per accedere a tutte le attività commerciali e negli uffici pubblici e finanziari.

Ricordiamo che per le attività di ristorazione e somministrazione è confermato invece l’obbligo di super green pass (vaccinazione o guarigione).

Con un apposito decreto, il Consiglio dei Ministri ha individuato le seguenti attività ritenute essenziali per le quali non esiste alcun obbligo di green pass per accedere:

  1. Commercio al dettaglio in esercizi specializzati e non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e

bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati e altri esercizi non specializzati di

alimenti vari), escluso in ogni caso il consumo sul posto. In questo caso comunque il green pass serve nel caso si acquistino prodotti diverso da quelli ritenuti essenziali.

  1. Commercio al dettaglio di prodotti surgelati.
  2. Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati.
  3. Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati.
  4. Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari.
  5. Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie, parafarmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica).
  6. Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati.
  7. Commercio al dettaglio di materiale per ottica.
  8. Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento.

Accesso senza green pass anche alle strutture sanitarie e sociosanitarie, veterinarie, per ogni finalità di prevenzione, diagnosi e cura; negli uffici aperti al pubblico delle Forze di polizia e delle polizie locali, allo scopo di assicurare lo svolgimento delle attività istituzionali indifferibili, nonché quelle di prevenzione e repressione degli illeciti; negli uffici giudiziari e negli uffici dei servizi sociosanitari esclusivamente per la presentazione indifferibile e urgente di denunzie da parte di soggetti vittime di reati o di richieste di interventi giudiziari a tutela di persone minori di età o incapaci, nonché per consentire lo svolgimento di attività di indagine o giurisdizionale per cui è necessaria la presenza della persona convocata.

Anche per fiere e mercati settimanali all’aperto nessun obbligo di green pass.

Per tutte le altre attività o servizi (dalle tabaccherie, alle edicole al chiuso, fino agli uffici postali) confermato l’obbligo di green pass base per l’accesso.

Ai titolari delle attività per il quale è richiesto il controllo del green pass ricordiamo di scaricare sul proprio cellulare la app VerificaC19.

Condividi
Leggi tutto