Ora basta. Siamo stanchi di sentire e subire dalle Istituzioni, a partire da Governo, Regioni e Comuni, restrizioni o annunci che limitano la nostra possibilità di lavorare e le aperture delle nostre attività, come se il coronavirus venisse contratto solo all’interno degli esercizi commerciali. Nessuno che si pone seriamente il problema di come le persone che vi lavorano possano andare avanti, come faranno a pagare le tasse, gli affitti, le utenze, i loro dipendenti. Vogliamo ricordare che l’Agenzia delle Entrate ha sospeso le cartelle esattoriali fino al 31 dicembre, non le ha abolite, quindi, le ha solo rimandate. Se le aziende destinatarie hanno avuto problemi prima della pandemia e di conseguenza, loro malgrado, si sono trovate a decidere se pagare le tasse o dare da mangiare alle proprie famiglie, come si può pensare di far partire a gennaio quelle cartelle momentaneamente sospese se le stesse aziende contribuenti, quest’anno, non hanno avuto la possibilità di lavorare e percepire entrate sufficienti per versare sia le vecchie tasse che quelle nuove? È chiaro che non verranno pagate. Negli ultimi giorni sta passando un solo messaggio: chiudere. Noi siamo ben consapevoli che il problema è molto grave, perchè a rischio c’è la salute di tutti. Ma non possiamo accettare che se ne facciano carico a livello economico solo le piccole imprese e i loro dipendenti. Se ci sono da fare sacrifici per cercare di debellare questo virus li dobbiamo fare tutti. Non riteniamo giusto che politici, dipendenti pubblici, dirigenti, a tutti i livelli, così come i pensionati da una certa fascia in su, si vedano puntualmente arrivare il bonifico sul conto corrente a fine mese e le piccole aziende accumulino solo costi e tasse. Non è e non vuole essere una guerra tra poveri ma i piccoli commercianti e artigiani sono ormai alla canna del gas. Una menzione su 2 categorie in particolare: gli operatori che lavorano nelle sagre, che sono dimenticati ormai da marzo, e i fieristi, che da poco tempo avevano finalmente ripreso a lavorare dopo mesi fermi. Con l’ultimo Dpcm vengono nuovamente stoppati, non si capisce il motivo se le loro attività si svolgono all’aria aperta e con le dovute precauzioni. Altra categoria che merita attenzione sono i giostrai, ormai fermi e abbandonati per le stesse disposizioni. Crediamo che si stia tirando troppo la corda. Ricordate che quando il popolo ha fame prima o poi reagisce ed alza il tono della protesta. Pertanto chiediamo alla classe dirigente che vengano abolite le tasse per tutto l’anno e non sospese per poi ritrovarsele sul groppone dopo, insieme alle nuove. È una misura che riteniamo fondamentale e urgente per evitare il collasso delle piccole imprese.

Il Presidente

Pasquale Oriente

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