Negli ultimi dieci anni, in Italia hanno chiuso i battenti oltre 140.000 negozi di vicinato. Oggi, per ogni nuova attività che apre, tre cessano definitivamente l’attività. Il fenomeno non riguarda più solo i piccoli comuni o le aree interne: la desertificazione commerciale sta avanzando anche nei centri urbani più popolosi.

Oltre 4,5 milioni di italiani vivono in comuni dove non esiste più un negozio di alimentari, e un comune su otto è ormai privo di attività commerciali di base.

Contemporaneamente, l’e-commerce sta crescendo in modo esponenziale: ogni giorno vengono recapitati circa 3,5 milioni di pacchi, per un totale di circa un miliardo di spedizioni all’anno. Un fenomeno che, secondo le stime, sottrae al commercio e ai servizi di prossimità circa 25 miliardi di euro di fatturato.

La risposta di Confesercenti: una proposta di legge popolare

Per contrastare questa tendenza, Confesercenti ha promosso una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”.

L’obiettivo è chiaro: sostenere le imprese di prossimità e contrastare il progressivo svuotamento economico e sociale di molte aree urbane.

I pilastri della proposta

La proposta di legge si articola attorno a quattro interventi principali:

1. Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro)

Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro). Si tratta di uno strumento pensato per offrire un aiuto concreto a negozi, botteghe e attività di vicinato nelle aree più fragili del territorio, attraverso una fiscalità di vantaggio dedicata alle attività di quartiere.

2. Incentivi fiscali

La proposta prevede misure fiscali agevolate per le imprese di prossimità, con l’obiettivo di ridurre il carico tributario che grava sui piccoli esercizi.

3. Misure di sostegno alle imprese

Non solo fiscalità: la legge introduce anche supporto agli investimenti, semplificazioni amministrative, formazione e innovazione.

4. Un piano nazionale per la rigenerazione urbana

Viene istituito un Fondo per la rigenerazione urbana, con una dotazione iniziale di 600 milioni di euro per il 2026, destinato a finanziare le misure di sostegno e le azioni dei sindaci.

Perché i negozi di vicinato sono così importanti?

Le imprese di prossimità non sono soltanto attività economiche: rendono le città più vive, più accessibili, più accoglienti e più sicure.

Dove c’è un negozio di vicinato:

  • c’è un presidio sociale

  • c’è una vetrina accesa e una strada più frequentata

  • c’è un servizio vicino alle persone e un punto di riferimento per residenti, famiglie, anziani e giovani

I numeri parlano chiaro. Commercio, turismo e ristorazione danno lavoro a circa 5 milioni di occupati. Solo i piccoli esercizi di questi settori versano ogni anno 4 miliardi di euro di imposte locali e altri 4 miliardi di Irpef: una cifra pari a quasi venti volte il gettito della web tax, stimato in circa 450 milioni di euro.

Come sottolinea il Presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi: “Le risorse fiscali generate dalla delocalizzazione delle vendite verso piattaforme extra-Ue devono tornare a chi tiene in vita i centri urbani ogni giorno”.

Come puoi sostenere la proposta

Per diventare legge, la proposta di iniziativa popolare ha bisogno di 50.000 firme. La raccolta è aperta a tutti i cittadini italiani maggiorenni

 SEGUI IL LINK PER FIRMARE Rigenerazione urbana – Confesercenti Nazionale

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